parcometri

Parcometri e altro, Controllo e gestione incassi

Parcometri; Cart da oltre 15 anni collabora con Tper (ex ATC) nella gestione degli stessi.

Dopo anni si stanno evolvendo in Tper nuovi scenari ma resta in Cart   l’esperienza sia con il cliente che con Parkeon, con tutti i principali modelli:

  • DG4
  • Stelio
  • Strada

I diversi software per i parcometri che sono disponibili  consentono

  • Gestione dei parcometri non telecontrollati, con controllo e gestione incassi
  • Gestione dei parcometri  telecontrollati, con controllo e gestione incassi
  • In generale
    • gestendo l’acquisizione degli scontrini con scanner distribuiti a chi scassetta sul territorio con palmari con GPRS UMTS (PARCART SCAN)
    • gestendo parti terze che cointano moneta (PARCART MONEY)
    • gestendo report statistiche e rendicontazione (PARCART STAT)

a oggi l’esperienza è maturata con il telecontrollo dei parcometri Stelio e Strada di Parkeon.

Con  appositi web services è possibile inbtegrare diverse marche se si conosce il tracciato dati (in sviluppo per SOLARI).

Sono possibili soluzioni batch basate su mail o altri invii periodici dei dati

Molto evoluta la gestione dei parcometri,  telecontrollati o meno. come manutenzione, cambi carta e cambi batterie

  • imputando manualmentele manutenzioni e le richieste, gestendo manutenzione interna con app e webb app e SMS  con telefoni/palmari con GPRS UMTS , gestendo manutenzione di parti terze  con app e webb app e SMS  con telefoni/palmari con GPRS UMTS (PARCART MAINT)
  • gestendo report statistiche , Service level agreeement (SLA), percentuali di disponibilità e indisponibilità di parcometri (PARCART  STAT)
  • gestendo i cambi dei pezzi su apposito database (in fase di sviluppo)  integrato con barcode, rfid sia sul magazzino cliente che fornitore. Se applicato esaustiovamente si potrà desumere le componenti in servizio sul dispositivo e la loro durata

Gestione dei parcometri  telecontrollati o meno come pulizia

  • imputando manualmentele manutenzioni e le richieste o gestendo  con app e webb app e SMS  con telefoni/palmari con GPRS UMTS fino a gestire  pulizia di parti terze   (PARCART MAINT)
  • gestendo report statistiche(PARCART STAT )

Integrazione diversi set di parcometri

  • gestendo più set di parcometri anche di diversi fornitori e integrandoli su apposito database (in fase di sviluppo) così da sfruttare i moduli esistenti già in possesso del cliente. L’attività sarà orientatwa a creare e integrare scambi dati ad hoc con file batch o web services.

Sviluppi ad hoc perr gestioni molto evolute quali report e statistiche avanzate, simulazioni ( PARCART STAT) quali lo sviluppo temporale su base grafica e georeferenziata di incassi , svuotamenti e guasti

Stante la varietà dei software, peraltro modulari e integrati, facilmente scalabili, contattando Cart si possono avere tutti gli approfondimenti per il proprio caso

Tutti i software sono open source.

La gestione può avvenire

  • su server del cliente , fisici o virtuali
  • su server CART, propri o in hosting
  • Su data center del cliente o da lui affittati con prezzi per es di intercent molto favorevoli per enti pubblici

Integrazioni possibili (a richiesta da personalizzare)

  • verso sito del cliente o della città
  • verso pannelli a messaggio variabile
  • integrazione con ottimizzazione ausiliari del traffico
  • integrazione e aggregazione di comuni o città in un unico centro di controllo

Appare evidente che con minime modifiche,  parametrizzazione del software , si possano applicare questi tools a tutti i controlli degli incassi.

Campi di applicazione possono essere emettittrici di ticket,  di biglietti e dispositivi di vendita.

In genere tutti i servizi possono essere gestiti via web.

I servizi devono essere monitorizzati in continuo per garantirne il funzionamento e segnalare i guasti prima che diventino critici per i cittadini.

Il telecontrollo dei sistemi vendita sul territorio paradossalmente nel momento della diffusione di servizi sicuri in hosting diventa sempre più critico.

Cresce la sicurezza dei servizi ma l’uso di servizi in cloud può non rendere immediato il controllo della caduta del servizio.

Spesso sono servizi on demand in cui il non avere clienti o azioni anche per ore non ha necessariamente il significato di servizio non accessibile.

Per esempio i parcometri non incassano di notte e i festivi, tanti servizi sono usati solo quando serve.

Chi gestisce i servizi di pagamento sul territorio in genere non ha servizi di monitoraggio continuo 24 ore su 24 e spesso neppure nei week end.

Inoltre spesso i servizi sono gestiti non direttamente dal Comune ma tramite aziende terze.

Aziende che hanno contratti di servizio e questo rende assai complessa la catena di comando e anche la segnalazione del guasto.

Un servizio che è comunale dal punto di vista logico viene magari gestito dall’azienda A che lo usa nel cloud dell’azienda T , con il software dell’azienda S su un database D.

Quindi se il sistema “cade” non si ha chiaramente l’avviso e  resta fuori servizio oltre il minimo tempo di ripristino.

Occorre che il controllore del servizio  attivi delle pratiche e dei test ricorrenti per vedere se il sistema è attivo.

Se a questo sommiamo macchine dedicate diverse difficilmente monitorabili, come i gestori di SMS (delle compagnie telefoniche che devono essere interconnesse tra loro) il problema diventa di difficile gestione.

Intuitivamente sarà l’unione di sistemi tecnologicamente diversi , ove possibile open source, scelti ad hoc:

  • ping (controlli di connettività attivi) frequenti dei server per vedere se raggiungibili
  • agent (micro software dedicati) sui database per vedere se lavorano
  • test   sulle porte
  • invii di messaggi schedulati per controllare le risposte e il sistema che le gestisce

più un atteggiamento proattivo sulle statistiche di uso

  • per prodotto
  • per canale
  • per periodo

da cui ricavare indicazioni sia sul gradimento di un servizio che da avere “sentore” di possibili problemi.

Questi servizi costano e vanno monitorati, così da consentire di abbandonare i servizi che diventano obsoleti.

E investire su nuove tecnologie più allo stato dell’arte che di norma costano di meno delle tecnologie “mature” o obsolete ne campo della comunicazione verso i cittadini.

Inoltre per le aziende pubbliche o assimilate comprare servizi standard di telefonia o web è sempre più economico se si ha accesso a centrali di acquisto .

Molto diverso il paradigma di controllo, per esempio, di molti parcometri che non vengono chiamati on demand dalla centrale ma chiamano o su eventi (e va benissimo) o in orari schedulati.

Se questo era logico ai tempi del GSM nell’epoca dell’on line è un evidente limite.

Con moderne connessioni è semplicissimo “svegliare” il modem con uno squillo e connettersi, acquisendo dati in funzione di cosa succede in real time e avere bassi consumi.

Il parcometro che lavora tanto sarebbe interrogato spesso, quello che lavora meno molto meno spesso salvo accertarsi sia ancora operativo.

Si avrebbe, come per altri modelli, una centrale che realmente controlli in funzione dei fatti che accadono.

Lasciando al dispositivo su strada sempre meno intelligenza ma più capacità di conservare e gestire i dati.

La gestione e la conservazione dei dati sarebbero proprietà del dispositivo a discrezione del produttore per incrementare al massimo affidabilità e sicurezza.

Il software sarebbe un’offerta paritetica con possibili sviluppi interni del cliente, resi noti i metodi di accesso.

Questo tra l’altro renderebbe il prodotto più aperto a sviluppi anche locali, quali la raccolta dati non più da stampa ma da sistemi di prossimità (bluetooth, wifi) con sistemi di security :

  • user
  • password
  • identificativi delle schede di comunicazione
  •  liste di autorizzazione

Le aziende clienti in ogni caso spesso sviluppano software di integrazione dei sistemi per integrare servizi simili, per trasferire dati a valle del sistema

I dati serviranno a chi fa servizi successivi, quali la raccolta delle monete e la conta degli stessi incassi con dispositivi automatizzati.

Nel 2016 è assurdo che dei fornitori impongano un software di controllo e delle modalità di gestione.

Si possono   fare proposte ma lasciare al cliente la facoltà di scegliere il software più adatto.

E la “comunità” dei clienti potrebbe in un tempo finito avere una soluzione condivisibile, magari open source.

Da mettere in concorrenza con quella del fornitore a prezzi concorrenziali o a fronte di un sistema di sviluppo condiviso.

Un ulteriore accenno all’argomento di fornire non solo un servizio efficiente ma anche gradevole.

Se tutti i dispositivi fossero puliti il sistema obiettivamente NON sarebbe migliore, ma certamente più gradito ai cittadini.

Il costo è tutto sommato marginale, ma andrebbe integrato in una ottica di rendere vivibili e gradevoli le città.

Il cittadino che deve pagare le tasse lo farebbe più volentieri in  città pulita, con  cartelli puliti e   on line info  su traffico e parcheggi.

Purtroppo si opera la scelta contraria talvolta, ci si adegua al degrado e si tira ” a campare” in attesa di tempi migliori.

Salvo invidiare altre città che sono più pulite, senza graffiti e più integrate come dati disponibili ai cittadini.

Queste sono vere smartcities che reinvestono in sosta, viabilità e parcheggi gli introiti della sosta e congestion charge.